IL NUOVO OSPEDALE MEYER: ESTETICA ED EFFICIENZA


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Pubblichiamo questo articolo  del Centro Studi Progettazione Edilizia, che ha curato la realizzazione del nuovo ospedale per bambini Meyer, a Firenze.
L'aver realizzato un edificio complesso, come un ospedale, riuscendo a unire estetica, efficienza energetica e ricorso alle energie rinnovabili, ci sembra che sia un grande merito ed un ottimo esempio da proporre: per mostrare una serra solare arricchita da un impianto fotovoltaico non dovremo più usare solo le fotografie della biblioteca di Barcellona...
E i fiorentini hanno apprezzato moltissimo un ospedale così rinnovato: l'"ospedalino"  a cui sono da sempre affezionati perchè ha curato migliaia dei loro bambini.


POLO PEDIATRICO MEYER:
ALTA TECNOLOGIA E MIMESI AMBIENTALE

CSPE Centro Studi Progettazione Edilizia 
 


L’innovazione guida il pensiero progettuale del nuovo polo pediatrico fiorentino dalla concezione, alla realizzazione, fino al design dei dettagli: un progetto globale, quindi, che ripensa l’architettura sanitaria per dare alla pediatria nuovi strumenti per gestire il rapporto tra cura e struttura, tra ambiente e comunicazione.
 La forza del progetto è  quella di coniugare alta tecnologia e compatibilità ambientale in un dialogo di reciproche sinergie mirate ad integrare l’efficienza del servizio con l’umanizzazione dello spazio,  secondo l’opinione condivisa che il benessere ambientale è una forma attiva di terapia per i pazienti ed un incentivo per gli operatori. 

Da oltre trenta anni, la progettazione del CSPE è affiancata da una ricerca rivolta al continuo aggiornamento tecnologico per gestire la crescita del complesso sistema sanitario: l’architettura è quindi concepita come disciplina globale, necessariamente rigorosa nel suo farsi interprete delle istanze di una committenza eterogenea in cui confluiscono i bisogni dei pazienti, dei sanitari, dei cittadini e, non ultimi, della città e del territorio.  E’ infatti proprio la conformazione della collina di Careggi a far scaturire le prime idee di progetto da cui deriva la soluzione ipogea che connota l’identità dell’intervento: i codici della memoria riflessi nella morfologia del paesaggio e del costruito storico, guidano la matrice semantica del progetto. Osservato dall’alto, l’andamento planimetrico del nuovo padiglione armonizza con il territorio con un disegno che prosegue le naturali curve di livello del terreno e trasforma l’ospedale in un ‘brano di collina’.

 

Così, i vincoli di un lotto stretto ed a ridosso di una collina si trasformano in tema progettuale che valorizza il dialogo tra costruito e natura.

 

L’etica del costruire sostenibile è espressa nella forma e nell’orientamento dell’impianto planimetrico: uno spirito che prosegue all’interno dell’edificio nella narrazione di scorci e vedute del paesaggio incorniciato dalle linee sicure dell’architettura.

 

Il Nuovo Meyer rinnova quindi  concetto e costruzione nel settore delle strutture ospedaliere con una soluzione mimetica che rivela grande sensibilità nei confronti dell’ambiente circostante e del costruito pre-esistente: un parco storico, un’antica villa, una collina di alto pregio paesaggistico.  Nonostante l’imponente volumetria (76.598 mc), l’intervento ha un impatto controllato sul territorio grazie a strategie rivolte alla massima compatibilità ambientale: in questa ottica, le altezze di piano sono state ridotte al minimo e si sono parzialmente interrati i primi due piani (solo il terzo è completamente fuori terra); i tre piani risultano inoltre rastremati e sfalzati tra loro in modo da creare aggetti con ampie terrazze sistemate a verde e coronate dal tetto giardino della copertura.

 

Un progetto complesso che affronta una molteplicità di tematiche legate anche al recupero dell’antica  villa Ognissanti che nel primo 1930 veniva inaugurata come primo Istituto a Firenze per la cura della tubercolosi: la tipologia a corpo triplo della villa non si prestava facilmente ad una rifunzionalizzazione strettamente sanitaria in grado di rispondere alle esigenze di una moderna ospedalizzazione. La strategia è stata perciò quella di recuperare la struttura con funzioni di supporto e di concentrare le tecnologie specialistiche nel nuovo padiglione scavato nel profilo della collina.  I tre blocchi dello storico Istituto sono stati ristrutturati, svincolati l’uno all’altro e riorganizzati con funzioni diverse: le ali laterali contengono la sede Universitaria ed un albergo sanitario, il padiglione centrale è occupato dall’amministrazione e dagli ambulatori medici.   I prospetti sono stati accuratamente ripristinati secondo il principio del restauro filologico, eccetto per la facciata centrale schermata da una grande serra bioclimatica che inonda di luce il nuovo atrio d’ingresso.  Il tema delle tecnologie leggere è ripreso in copertura con il volume vetrato della ludoteca che caratterizza l’imponente tetto giardino.  La progettazione risponde ai vincoli ed alla storia dei luoghi con criteri di mimesi spaziale senza niente tolgliere all’identità della nuova architettura:  materiali (ferro, vetro, rame, legno lamellare) e nuove tecnologie aggiornano la cultura delle preesistenze con un intervento che valorizza, con eleganti giustapposizioni materiche, il dialogo con la città ed il territorio.

 
La complessità dell’organizzazione funzionale è risolta con spazi aperti, luminosi, accoglienti e non gerarchici: accessibilità e facilità di orientamento sono i principi alla base della logica distributiva fin dai primi percorsi esterni.  Un camminamento vetrato, che si snoda simmetrico nel verde e valorizza il contatto terapeutico con il parco, collega la reception agli ambulatori ed alle aree acute.  A questo percorso protetto, si aggiunge l’asse centrale che conduce alle scale del pubblico ed all’interno del nuovo ospedale, dove i criteri distributivi proseguono nella logica del più immediato orientamento possibile.Un capiente parcheggio permette di pedonalizzare l’intero comprensorio ospedaliero (eccetto per i mezzi sanitari) dove la logica distributiva è improntata sulla massima separazione dei diversi flussi di utenza, cioè con percorsi differenziati per categorie di fruitori: tecnici, pubblico, sanitari, merci.  Le piante concentrano ai vari livelli funzioni compatibili, secondo le seguenti destinazioni: al piano interrato, i servizi e la chiesa; al piano terra, il pronto soccorso, gli ambulatori, la radiologia, oltre all’accettazione, alla farmacia, agli spazi commerciali  e per il ristoro; al piano primo, il blocco operatorio con sette sale operatorie e le aree per la terapia intensiva e specialistica.All’interno, i materiali, la luce, i colori e la percezione del paesaggio concorrono alla creazione di uno spazio fisico e psichico che re-inventa l’idea di ospedale a misura di bambini con criteri che aggiornano i luoghi di cura in termini non più strettamente funzionalisti: il nuovo Meyer a Firenze rappresenta con successo uno dei primi esperimenti dove l’architettura interpreta la percezione dello spazio attraverso la psicologia dell’infanzia per un ospedale atipico che sarà veramente l’ospedale dei bambini e cioè del futuro Il progetto sostenibile 

L’attuale politica della Comunità Europea è rivolta a sostenere e promuovere sistemi di produzione energetica ecocompatibile.  Nel 2000 il Polo Pediatrico Meyer, per l’alta tecnologia e la sensibilità ambientale del progetto, ha ricevuto l’accredito di fondi (contract n° NNE5/2001/295) tramite i programmi: Revival per il nuovo Padiglione e Hospitals per Villa Ognissanti.

La sostenibilità al Meyer si esprime in due direzioni: con il valore e la qualità della compatibilità ambientale (forma e orientamento dell’edificio, programmazione e gestione della manutenzione) e con l’attuazione di tecnologie rivolte al risparmio energetico (fotovoltaico, illuminazione e ventilazione naturale con minimo impiego di impianti meccanici).     

Il progetto attua quindi le migliori prassi del costruire sostenibile con risultati che vanno ben oltre i contenuti normativi della legge 10/91. Questo significa controllo e recupero delle dispersioni termiche, potenziamento della illuminazione e della ventilazione naturale, sfruttamento dell’energia solare sia con pannelli termici che fotovoltaici, impiego di pompe di calore collegate al terreno di subsidenza, vegetazione interna ed esterna all’edificio per equilibrare la climatizzazione. La possibilità di sfruttare le differenze termiche e gli effetti dell’inerzia termica consente: in estate, di dissipare l’accumulo di calore del giorno grazie alla ventilazione notturna (sono previste aperture sui lati opposti delle sezioni vetrate e canalizzazioni all’interno degli elementi strutturali); in inverno, di  recuperare il calore prodotto internamente grazie a sistemi tecnologici avanzati di recupero energetico.  Tutto il complesso è stato progettato come un parco pubblico in un sistema organico ed unitario di verde, dove i processi tecnologici ed i materiali esprimono una visione olistica dell’architettura ed un rispetto per l’ambiente da cui scaturisce l’equilibrio sostenibile della costruzione.

  
Il sistema fotovoltaico e la serra


L’impianto solare termico, che prevede pannelli fotovoltaici trasparenti, è un sistema integrato all’architettura ed alla costruzione della serra. La serra è in effetti un innovativo atrio per il controllo della climatizzazione realizzato con cura artigianale, che trasforma i componenti della bioclimatica in un linguaggio di materiali, luce e colori: i pilastri, trasformati in simbolici alberi reminescenti della vegetazione circostante, sono una espressione della tecnologia del legno lamellare su cui è ancorato il fotovoltaico che agisce anche come sistema di ombreggiamento della superficie vetrata.  L’apporto termico dovuto al surriscaldamento delle celle contribuisce in inverno al riscaldamento; mentre, in estate i moti convettivi ascensionali migliorano la ventilazione naturale, coadiuvando il raffrescamento naturale.

  

Il tetto verde 
 

Il tetto verde del Meyer è una innovativa copertura ad alta coibentazione che protegge gli spazi sottostanti dalle oscillazioni termiche e gioca quindi un ruolo fondamentale sul bilancio energetico dell’edificio, oltre a rappresentare uno spazio terapeutico che concorre a migliorare il benessere dell’utenza. Un innovativo pacchetto isolante composto da strati di drenaggio, di stabilizzazione e di vegetazione permette di potenziare il comfort climatico interno e di diminuire i costi dei consumi energetici: in inverno, il controllo della dispersioni di calore riduce l’impiego di  riscaldamento meccanico; in estate, grazie al fenomeno dell’evapo-traspirazione è possibile raggiungere una diminuzione della temperatura di 3-4°C.
 

L’illuminazione naturale, i lucernari e i solatube 
 

Le favorevoli condizioni climatiche e l’orientamento del complesso consentono di sfruttare al massimo le fonti di luce e di ventilazione naturale: all’interno del Meyer si sono progettati nuovi tipi di illuminazione che consentono di valorizzare il rapporto visivo con il paesaggio e di percepirne i cambiamenti con lo scorrere del tempo e delle stagioni, riducendo la sensazione di isolamento. La qualità della luce e dell’illuminazione riveste quindi un’importanza fondamentale per il benessere ambientale e psicologico. Per migliorare l'integrazione fra le fonti di illuminazione artificiali e quelle naturali sono stati utilizzati sistemi elettronici automatici di rilevazione dei livelli e delle caratteristiche della luce.


I DATI DEL MEYER 

Cronologia

·        concorso: 1998;
·        inizio cantiere: 2000;
·        fine lavori: 2007  

Sup. totale generale: 33.694 mq (11.823 mq ristrutturazione; 21.871 mq nuova costruzione )  
Costi:
·        50 milioni euro (costo complessivo delle opere edili del nuovo padiglione e restauro di Villa Ognissanti) 


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Dotazioni sanitarie:  
·        Posti letto n°200 ca.;
·        Punti visita n°41;
·        sale operatorie n°5;
·        Day Surgery;
·        sale diagnostiche n°9.

SCHEDA TECNICA: 

Committente: Azienda Ospedaliera Meyer

Progetto architettonico:   CSPE  (Centro Studi Progettazione Edilizia)
Prof. Arch. P. Felli (capogruppo), Prof. Arch. A. Andreucci, Prof. Arch. R. Del Nord, Arch. G. Felli, Arch. M. Moglia, Arch. C.Lupatelli Anshen & Allen, San Francisco. D.L.: Prof. Arch. Paolo Felli 

Cronologia:  2000-2007 
 

Consulenze specialistiche:

Psicologi ambientalisti: Prof. Mirilia Bonnes, Marino Bonaiuto – Sanitari: Prof. Mario Zanetti 
 

Strutture:  a&i ingegneri associati; Studio Tecnico Chiarugi
Impianti meccanici:  CMZ  (Cinelli – Marazzini – Zambaldi)
Impianti elettrici e speciali: Studio Lombardini Engineering S.r.l.
Programma Sperimentazione Energetica: Centro ABITA  
Impresa appaltatrice: Grassetto S.p.A. (Tortona)



POLO PEDIATRICO MEYER - bibliografia    

Romano Del Nord, LE NOUVEL HOPITAL PEDIATRIQUE MEYER A FLORENCE, Hospital 4/2005 
 

NUOVO OSPEDALE MEYER, Opere,  (quaderno dell’Ordine degli Architetti di Firenze) 02/2005 
 

Romano Del Nord (a cura di), LO STRESS AMBIENTALE NEL PROGETTO DELL’OSPEDALE PEDIATRICO, Motta Ed. Milano, 2006 
 

Cristina Donati, MEYER – OSPEDALE SOSTENIBILE, Progettare per la Sanità, Luglio/Agosto 2006 
 

Giuseppe La Franca, OSPEDALE MEYER DI FIRENZE – ENERGIA E TRASPARENZA, Il Nuovo Cantiere, Settembre 2006 
 

Giuseppe La Franca, POLO PEDIATRICO MEYER, Tecnica Ospedaliera, gennaio 2007
  MEYER, in:  www.demaniore.it  

Cristina Donati, OSPEDALE A COLORI, AND 09, agosto 2007
  OSPEDAL PEPEDIATRICO MEYER, in: REPUBBLICA + IL VENERDI’ DI REPUBBLICA, N. 944 6/4/2007  

Elena Magarotto, FOTOVOLTAICO INTEGRATO, Nuova Finestra, 329 ottobre 2007 
 

Cristina Donati, CSPE, L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA DALLA RICERCA ALLA REALIZZAZIONE, Electa Milano, 2007 
 

Robin Guenther e Gail Vittori, SUSTAINABLE HEALTHCARE ARCHITECTURE,  Wiley & Sons, 2008 - pp.316